Il diritto alla vita vale meno di un ordine del governo

Riccardo De Vito, Magistratura democratica – articolo di Carlo Lania tratto dal web 6-8-2019

«Il decreto sicurezza bis trascina il nostro Paese in un mondo capovolto rispetto al progetto costituzionale democratico dell’Italia repubblicana», dice il presidente di Magistratura democratica Riccardo De Vito.

Dottor De Vito, perché parla di un mondo capovolto?
Perché in nome di una propaganda continua, basata su una presunta emergenza sicurezza, che contrasta con i dati reali visto gli sbarchi in Italia sono addirittura diminuiti, si sacrificano diritti fondamentali come quello alla vita e a un’esistenza libera e dignitosa, diritti validi anche per le persone che tutti i giorni rischiano di morire in mare. E questo è contrario all’ordine di priorità sancito dalla Costituzione repubblicana. Quindi è un mondo capovolto, perché i diritti alla vita vengono dopo un’esigenza di sicurezza che è del tutto presunta. Per l’ennesima volta il decreto sicurezza bis pone un collegamento ideale tra il fenomeno migratorio e l’insicurezza pubblica, lo fa a livello simbolico descrivendo lo straniero come un fattore di pericolo e invertendo l’ordine dei fattori costituzionali. E’ l’esempio più eclatante in cui ci troviamo di fronte a dei casi in cui l’esecutivo – e in particolar modo il ministro dell’Interno – pretende di avere prevalenza su norme convenzionali sul soccorso e sul salvataggio delle persone in mare, sulla Convenzione di Ginevra, sulla Convezione europea per la salvaguardia dei diritti fondamentali dell’uomo. Anche in questo caso abbiamo una gerarchia delle fonti capovolta: un ordine del ministro viene prima del rispetto di queste convenzioni internazionali.

Un esempio di questo capovolgimento è il fatto che chi soccorre i migranti viene criminalizzato.
Esatto, il dovere costituzionale di solidarietà viene addirittura trasformato in una punizione nei confronti di chi salva vite, anche con sanzioni amministrative pesanti. Si tratta di un provvedimento estremamente grave, perché in questo capovolgimento c’è lo svuotamento dall’interno della democrazia.

Ormai si equiparano tranquillamente le ong ai trafficanti di uomini. Che fine ha fatto il principio di non colpevolezza?
Diciamo che per i nostri governanti purtroppo vale a corrente alterna. E’ valido per esponenti delle istituzioni colpiti da procedimenti penali, ma non lo è nei confronti delle ong colpite da provvedimenti giudiziari mai conclusi con sentenze di condanna. Abbiamo un governo che crea due categorie di persone: quelle presunte pericolose, per le quali il principio di non colpevolezza non deve valere, e altre che invece sono coperte dallo stesso principio. Da giuristi sarebbe bene dire che il principio di non colpevolezza vale per tutti.

Nel decreto è previsto anche un irrigidimento delle sanzioni per i reati compiuti durante una manifestazione. Ma non erano sufficienti le leggi già in vigore, varate tra l’altro durante gli anni del terrorismo?
Il messaggio che si vuole dare è chiaro: un reato commesso nel corso di una manifestazione pubblica è più grave di altri. In questo modo si crea la convinzione che manifestare è pericoloso e chi lo fa rischia sanzioni gravi. Più che dal punto di vista giuridico, queste misure agiscono dal punto di vista simbolico e contribuiscono ad aumentare il pericolo di un restringimento del diritto di manifestare il dissenso. Fatto salvo naturalmente che i comportamenti illeciti meritano una risposta sanzionatoria. Il problema è come si costruisce questa risposta, perché invece di isolare i violenti con un’efficace opera di prevenzione, si punta a scoraggiare la partecipazione.

A questo punto ritiene possibile un intervento della Corte costituzionale?
La comunità dei giuristi su queste norme ha avanzato delle perplessità che sono state bypassate attraverso il voto di fiducia. Vedremo se il presidente della Repubblica riterrà o meno di dover intervenire e poi si vedrà come e in quali casi ci potrà essere un intervento della Corte costituzionale.

 

Quando si tradisce la Costituzione, è il momento della resistenza

Padre Alex Zanotelli – Dl sicurezza bis – atto criminale, dobbiamo resistere insieme.

da TPI

Padre Alex Zanotelli, digiuno contro il decreto sicurezza bis

“Riteniamo il decreto sicurezza bis un atto criminale, non ho altre parole”. Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano che ha vissuto per anni in Africa e ora vive a Napoli, ha deciso di unirsi al digiuno contro il decreto sicurezza bis, attualmente in esame al Senato, da Riace, dove si trova in questo momento.

“Una norma che dice che è reato salvare vite umane diventerà legge di Stato”, spiega padre Alex Zanotelli a TPI, che lo ha contattato telefonicamente. “Questo va contro la civiltà occidentale, va contro tutta la legge del mare, viola i diritti umani fondamentali, è un vulnus terribile“.

Per queste ragioni, padre Alex ha deciso di digiunare per 24 ore insieme ai 20 giovani che partecipano al campo di lavoro e spiritualità a Riace.

Al mattino si lavora per sistemare le case destinate al turismo solidale, mentre il pomeriggio è dedicato alla spiritualità.

“Con i giovani abbiamo pensato di unirci al digiuno a staffetta che va avanti da dieci giorni”, racconta a TPI padre Alex. “Adesso ci troviamo proprio nella piazzetta di Riace, dove Mimmo Lucano aveva fatto il digiuno di giustizia lo scorso anno. Nello stesso luogo stavolta digiuniamo contro il decreto sicurezza bis”.

Il dl sicurezza bis diventerà legge dopo l’approvazione al Senato. Per oggi pomeriggio, lunedì 5 agosto, la Rete Restiamo Umani ha organizzato una nuova manifestazione, dopo quella dello scorso 15 luglio, davanti a Montecitorio.

Secondo padre Alex Zanotelli, una volta che il decreto sarà legge, la strada da percorrere sarà quella della disobbedienza civile.

“Non solo può essere, ma deve essere questa la strada”, spiega. “Proprio ieri dal palco di Riace in festival ho citato un testo di Giuseppe Dossetti, uno dei nostri padri costituenti, che ha dato la possibilità di un incontro tra anima marxista e anima cristiana. Lui nel 1946 aveva proposto che fosse incluso nella Costituzione italiana il diritto-dovere di resistenza di ogni cittadino e collettività quando i poteri pubblici avrebbero violato i diritti fondamentali. Purtroppo questo principio non è passato, ma sarebbe da tenere presente”.

“Oggi è un dovere incominciare davvero la disobbedienza, anche in maniera collettiva. È l’unica maniera in cui ci possiamo salvare”, prosegue padre Alex. “È quello che ha fatto Carola Rackete, che ha disubbidito in virtù di un principio superiore. Sono contento che il gip l’abbia capito e l’abbia rilasciata, perché ha fatto il suo dovere”.

“Sono convinto che tra qualche anno i governanti di oggi verranno portati davanti ai tribunali internazionali”, conclude il missionario, “e purtroppo ho paura che i nostri nipoti diranno di noi quello che noi oggi diciamo dei nazisti”.

La Presidente dell’ANPI ai Senatori: “Non votate il decreto sicurezza bis”

31 Luglio 2019

18-06-2019 Fare Memoria tra Parole e Musica – anniversario funerali Zambarda

 

28 maggio 1974 · Brescia
Strage neofascista di piazza Loggia Brescia

18 giugno 1974 · Salò
Funerali di V.Zambarda – salodiano – ferito dalla bomba

FARE MEMORIA TRA PAROLE E MUSICA
Martedi18 giugno 2019 – ore 20.30
Biblioteca comunale – via Leonesio – SALÒ
lntervengono:
Pino Mongiello – in rappresentanza dell’allora Amministrazione Comunale
Manlio Milani – Presidente Casa della Memoria e Silvia Guarneri – avvocato
Coordinano: Francesca Parmigiani – Anpi provinciale
e don Fabio Corazzina – Parroco Santa Maria in Silva Brescia

Accompagnamento musicale a cura di: Alessandro Adami (voce e chitarra) e Carlo Gorio (chitarra)

Alle 19.30 ricorderemo Vittorio Zambarda con la deposizione di fiori alla targa nella piazza a lui dedicata (di fronte scuola primaria “T. Olivelli”)

promuovono:

Arci – circolo V. Zambarda Salò
Fondazione DS Brescia
CGIL Camera Lavoro Salò
CISL – Salò
UIL – Salò
Anpi Medio Garda
Associazione Fiamme Verdi – Brescia

25 aprile 2019 a Salò – un significato particolare

Su richiesta di numerosi cittadini Salodiani si diffonde il presente appello.

Il 25 Aprile si festeggia la Liberazione e questa ricorrenza per Salò ha un significato particolare. La nostra città non merita di portare il peso dei tragici trascorsi legati al fascismo e di esserne diventata simbolo per chi ancora oggi lo ha come punto di riferimento.

Quest’anno inoltre si rende necessaria una partecipazione alle celebrazioni ancor più numerosa e convinta per le recenti scelte del Consiglio Comunale: la mancata presa di distanze, nette ed inequivocabili, da quella tradizione politica con la rimozione della cittadinanza onoraria a Mussolini.

Festeggiamo dunque insieme la Resistenza e la Liberazione per affermare che Salò non deve essere titubante ed indulgente con i fascisti di ieri e di oggi.

Un messaggio preciso a chi, in questi giorni, si è sottratto a questo impegno e dovere e a chi vuol far rivivere quella cultura e quella politica.

Sulle scelte importanti, come ci ha insegnato la Resistenza, è necessario schierarsi.

Lo devono fare i cittadini, le istituzioni ed i suoi rappresentanti.

Invitiamo quindi tutti i cittadini salodiani a partecipare numerosi alle celebrazioni che si terranno la mattina in paese, con la partenza dal giardino P.Ebranati – monumento alla Resistenza – (ore 10.00) e la celebrazione in piazza Vittoria (ore 11.00).

Buon 25 aprile !

Anpi Medio Garda

 

Pagina su mozione rimozione cittadinanza Mussolini

Aggiornamento – come è andata a finire

25 aprile 2019 – iniziative

Elenco iniziative di zona per il 25 aprile 2019

19 APRILE 2019

TOSCOLANO MADERNO

23 APRILE 2019

DESENZANO

24 APRILE 2019

REZZATO
 

25 APRILE 2019

SALÒ
  
TOSCOLANO MADERNO
  
  
ROÈ VOLCIANO
  
VILLANUOVA S/C – GAVARDO – PREVALLE
  
GAVARDO
  
VOBARNO
  
VESTONE ALTA VALSABBIA
  
PUEGNAGO
  
SIRMIONE – DESENZANO
  
ARCO
  
BRESCIA
  

28 APRILE 2019

PERTICA BASSA
  

Neofascismo e Salò, il sodalizio è tornato

8 aprile 2019
Neofascismo e Salò, il sodalizio è tornato.

Se anche le istituzioni locali, il consiglio comunale e il sindaco che ha giurato fedeltà alla Costituzione, non trovano spontaneo ed immediato cancellare la cittadinanza onoraria, tributo pubblico, a Benito Mussolini, che  per antonomasia a fianco di Hitler è simbolo dell’estrema devianza fascista e peggio ancora si riduce la questione a materia elettorale, allora possiamo dire che Salò si merita l’appellativo di Capitale, se non storica, morale della RSI.

Il voto della mozione che chiedeva la rimozione di quel riconoscimento pubblico avrebbe necessitato 5 minuti:  l’approvazione doveva essere scontata e senza distinguo.
L’atto del rimandare sine die tale gesto di fatto affossa la proposta e risulta, come è stata definita giustamente, una decisione ridicola ed offensiva nei confronti del consiglio comunale.

Il rimandare può voler dire solo una cosa: non si era d’accordo con la proposta di rimarcare oggi una cesura netta con il fascismo e Mussolini.
Come ANPI avevamo spiegato la necessità di farlo, di farlo oggi e a maggior ragione di farlo a Salò.
Oggi possiamo solo esprimere la nostra disapprovazione e sottolineare il significato preciso di questa scelta.

Chi ha gioito e festeggiato sono i numerosi rappresentanti neofascisti accorsi sul posto o che hanno fatto pressioni in questi giorni … per loro il fascismo non è un capitolo chiuso

Ieri, 8 aprile 2019, la maggioranza che guida Salò ha tolto la maschera.
Nei fatti ha dimostrato come il tema Mussolini sia un capitolo aperto anche per loro e che non erano disposti a prendere le distanze da quella storia e da quei valori dimenticando loro la storia a i valori costituzionali sui quali hanno giurato, da rappresentanti delle istituzioni, al loro insediamento.
Possiamo quindi dire: Neofascismo e Salò, il sodalizio è tornato.
La scelta l’hanno fatta. Ora è tutto più chiaro.

Anpi Medio Garda

alcuni link su articoli di resoconto

il primo riporta la presa di posizione ufficiale della maggioranza

https://bresciasettegiorni.it/cronaca/revoca-della-cittadinanza-a-mussolini-rinviato-il-voto-della-mozione/

https://amp.tgcom24.mediaset.it/articolo/838/3201838.html

https://www.corriere.it/politica/19_aprile_10/mussolini-resta-cittadino-onorario-salo-pregiudiziale-revoca-e8ca4ad2-5b70-11e9-ba57-a3df5eacbd16.shtml

https://www.gardapost.it/2019/04/10/neofascismo-e-salo-lallarme-dellanpi/

http://www.bsnews.it/2019/04/10/cittadinanza-a-mussolini-lanpi-attacca-salo-e-tornata-fascista/

https://www.bresciaoggi.it/territori/garda/sal%C3%B2/cittadinanza-a-mussolini-non-finisce-qui-1.7257972

http://vallesabbianews.it/notizie-it/(Sal%C3%B2)-Neofascismo-e-Sal%C3%B2,-il-sodalizio-%C3%A8-tornato-49219.html

Revochiamo cittadinanza onoraria di Salò a Mussolini

# Premessa

Di seguito il link all’ articolo del Corriere Sera che ha messo in evidenza l’esistenza della cittadinanza onoraria a Mussolini a firma Casamassima.

Di seguito il link all’ articolo che rende noto l’iniziativa della minoranza, a firma del suo portavoce Zane, ovvero la mozione per la revoca della cittadinanza – cc 8 aprile 2018

# Comunicato 1 aprile 2019

A seguito di questa iniziativa, condividendola e immaginando le reazioni che avrebbe provocato in un contesto come vedremo falsamente distaccato, l’Anpi Medio Garda pubblica a nome del suo portavoce il seguente comunicato urgente

Comunicato stampa in appoggio alla mozione che verrà presentata in consiglio Comunale di Salò, l’ 8 aprile prossimo, da Stefano Zane per la cancellazione della cittadinanza onoraria a Mussolini.

Veniamo a conoscenza di questa proposta, la cancellazione del conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini, dalla stampa e non possiamo che appoggiarla ed invitare tutti i consiglieri comunali a votarla.

È un gesto simbolico, che non costa nulla attuare.

Diversamente da chi già si arrampica sugli specchi, non lo riteniamo assolutamente un capriccio politico o un gesto “inutile” tanto da non dover essere preso.

Lo riteniamo anzi un gesto necessario, proprio in questo periodo, soprattutto da parte del comune di Salò.

Perchè è un gesto necessario

Chi minimizza oggi il tema “fascismo” sono gli stessi che minimizzano fatti incontrovertibili, come la recrudescenza di forme organizzate di neofascisti, il diffuso emergere di sentimenti, di parole e di azioni che si nutrono della devianza fascista che semina odio e disprezzo ed invoca un moderno oscurantismo tramite pratiche di mistificazione e travisamento, denigrazione e diffamazione.

Quindi sarebbe un gesto simbolico, necessario ma non sufficiente, per riconoscere e contrastare, oggi, questo imbarbarimento.

Perchè lo deve fare proprio Salò

Chi minimizza il ruolo simbolico di Salò, quale riferimento di un mito fascista che si perpetua tramite il racconto pantomima dell’estremo sacrificio della RSI, per l’onore della patria e dei valori nazionali, è lo stesso che oggi ammicca a quelle vicende, pur dichiarandosi democratico, con battute, mezze frasi, allusioni o si presta ad iniziative proposte come storiche o culturali, ma estremamente ambigue.

Facendo questo alimenta e conferma questo ruolo simbolico, che a parole rifiuta, attirando le attenzioni sempre maggiori di chi ambiguo non lo vuole essere e si vanta del proprio degrado.

Quindi è un gesto simbolico, necessario ma non sufficiente, per dichiarare che si intende infrangere questa simbologia negativa legata al proprio paese.

Invitiamo pertanto i consiglieri comunali di Salò a questo piccolo gesto, appoggiando la mozione Zane e votando quindi per la cancellazione dell’onorificenza a Mussolini, ma di farlo come punto di partenza per porre più attenzione alle dinamiche in corso, per un maggiore impegno nel loro contrasto e per rifiutare le numerose ambiguità a cui assistiamo anche da parte di istituzioni.

Ringraziamo pubblicamente Stefano Zane per l’iniziativa.

Occasione per ricordare una famiglia che ha dato molto alla Resistenza locale.

 

# Aggiornamento 6 aprile 2019

Come previsto molti iniziano ad arrampicarsi sugli specchi e si raccolgono molte battute ed insulti.

La presunta inutilità dell’iniziativa viene smentita dai fatti: tutti ne parlano, molti storcono il naso, altri rivendicano apertamente il proprio sostegno all’immagine di Mussolini attaccando l’ANPI paragonato, in modo ridicolo, ai Talebani famosi per distruggere opere d’arte ritenute blasfeme. Peccato che il Fascismo non sia un opera d’arte e che nessuno in Italia dovrebbe vantarsi di sostenerlo, rimpiangerlo o giustificarlo. Questa è l’anomalia.

Bastava poco. Un appoggio alla mozione doveva risultare automatica: dichiarare la propria adesione ad un gesto simbolico, che evidenzia però un distacco reale da quelle radici, da chi vuole ancora oggi alimentare quei miti e dimostrare di non essere legati, o in debito, con i simpatizzanti, alcuni influenti e facoltosi, di quelle “devianze” e nessun eco ci sarebbe stato.

Questo passaggio semplice e lineare non c’è stato: ad oggi questo è un dato di fatto.

Vedremo il voto in aula lunedì 8 aprile 2019.

# Un inciso …. dai “talebani” dell’ANPI

Tratto da notizia ANSA -1-04-2014

“La revoca della cittadinanza a Mussolini a distanza di 95 anni è nel 2019 la priorità della sinistra che, divisa su tutto, cerca di trovare una sintesi”, ha detto Viviana Beccalossi, consigliere regionale del Gruppo Misto.
“A chi ha presentato la proposta – ha aggiunto Viviana Beccalossi – consiglio di non comportarsi come tristemente hanno fatto i Talebani, che distruggono ogni traccia di ciò che li ha preceduti. Non c’è cosa peggiore che cancellare il passato, compresi gli errori anche gravi che sono stati commessi, dato che un popolo che dimentica la sua storia è un popolo che non ha futuro”.

Strana coincidenza: parole che corrispondono alla propaganda di FN.

Domanda. Chi nega la storia?  Siamo noi che oggi, proprio ricordando  la storia, chiediamo una presa di posizione chiara e netta o siete voi che volete negare la storia, per tramandarne una vostra di comodo? Mussolini non si tocca ….

AGGIORNAMENTO 8 Aprile 2019

Neofascismo e Salò, il sodalizio è tornato

 

 

Antonio Bontempi

 

segue rassegna stampa non esaustiva

servizio a più voci su radio onda d’urto
http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2019/04/trx-su-Sal%C3%B2-cittadinanza-Mussolini.mp3

Articoli

https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/19_marzo_23/mussolini-cittadino-onorario-418030e6-4d58-11e9-8911-13a101900170.shtml

https://bresciasettegiorni.it/politica/stefano-zane-chiede-la-revoca-della-cittadinanza-onoraria-a-mussolini/

http://www.bresciatoday.it/politica/salo-mussolini.html

https://www.globalist.it/news/2019/04/01/togliere-a-mussolini-la-cittadinanza-onoraria-a-salo-l-ex-missina-talebani-2039534.html

https://www.giornaledibrescia.it/garda/via-la-cittadinanza-di-sal%C3%B2-a-mussolini-sostegno-dell-anpi-1.3351157

https://bresciasettegiorni.it/cronaca/lanpi-medio-garda-sostiene-la-cancellazione-della-cittadinanza-a-mussolini/

https://www.gardapost.it/2019/03/29/zane-salo-revochi-la-cittadinanza-onoraria-a-mussolini/

https://www.gardapost.it/2019/04/01/lanpi-perche-necessario-revocare-la-cittadina-onorari-a-mussolini/

http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2019/04/01/salo-togliere-cittadinanza-a-mussolini_5044eec1-cbf0-486d-bf34-bc5205d526a3.html

https://www.radiolombardia.it/2019/04/01/salo-mozione-per-togliere-la-cittadinanza-onoraria-a-mussolini/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/03/salo-vuole-togliere-la-cittadinanza-onoraria-a-mussolini-ma-i-giovani-dovrebbero-frequentare-quei-luoghi/5083972/

https://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/mussolini-revoca-cittadinanza-salo-1.4520765

https://www.giornaledibrescia.it/garda/appello-di-quattro-ex-sindaci-via-la-cittadinanza-al-duce-1.3352069

https://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/19_aprile_05/salo-cittadinanza-mussolini-appello-ex-sindaci-la-revoca-fee75794-5786-11e9-9553-f00a7f633280.shtml

 

Anpi Medio Garda

Dopo un percorso assembleare, uno spiedo autogestito e vari incontri viene formalizzata nell’assemblea del 14-03-2019 la nuova sezione Anpi Medio Garda che, dalla fusione delle sezioni di Roè Volciano e di Salò, si presenta come una sezione sovracomunale che copre i comuni di: Salò, Roè Volciano, Gardone Riviera, San Felice, Puegnago, Manerba, Polpenazze, Soiano.

Si ricorda che tale individuazione nasce dalle indicazioni del Provinciale per la suddivisione del territorio in zone con la consapevolezza che anche tale riorganizzazione potrebbe subire aggiustamenti nel tempo.

Come già deciso in altra assemblea si dedica la sezione a don Angelo Bianchi che diede vita al gruppo di staffette partigiane chiamate i dodici apostoli e a Italo Nicoletto a cui era già dedicata la sezione di Salò.

L’attuale organigramma, che  rimane aperto ad nuove integrazioni in rapporto alla crescita numerica della sezione con l’obiettivo di riuscire ad avere referenti per ogni singolo comune coinvolto, è composto da:

Presidente onoraria

Elsa Pelizzari    partigiana

Presidente protempore

Antonio Bontempi

Direttivo

zona Salò:

Paolo Canipari

Gianpalo Comini

Paolo Lecchi

Erminio Rondina

zona Roè Volciano:

Antonio Tantari

Luisa Michelini

zona valtenesi:

Cristina Pedercini

Sergio Boem

per contatti: anpimediogarda @ gmx . com

 

Documento presentazione assemblea fondativa del 13-10-2018